Enter your keyword

Cronache di gusto: Vino della settimana – Ruvaln 2013 Amarone della Valpolicella Docg di Adalia

di Gianni Paternò

Qualcuno l’ha definita la ribelle dell’Amarone, si chiama Marinella Camerani, viene da una famiglia di industriali che a Mezzane di Sotto, nel veronese, aveva una piccola proprietà dove si faceva vino ma specialmente serviva per la villeggiatura.

Marinella nel 1986 molla l’attività e comincia a dedicarsi anima e corpo alla campagna. E’ un impegno notevole, per prima cosa deve imparare e capisce immediatamente che deve partire col piede giusto, dare alla sua azienda una mission importante per cui aderisce al biodinamico, quindi oltre il biologico. Nasce così Corte Sant’Alda che oggi si estende su 20 ettari di vigneti tutti a Guyot, 80.000 bottiglie in 7 etichette, una cantina che ormai è di riferimento nel panorama vinicolo e che col suo cru di Amarone Mithas, che in 30 anni è stato fatto solo 5 volte ed in meno di 1.000 bottiglie, raggiunge punteggi elevatissimi nelle guide.


(La pergola) 

Marinella nel 2010 acquista un’altra piccola tenuta, ad 8 km, con poco più di 4 ettari a pergola veronese, con viti mal tenute, che producevano tanto e male, in rive piuttosto pendenti con terreni ricchi di calcare circondati da boschi. Nei primi anni addirittura vende le uve, ma nel frattempo si intestardisce affinchè anche da questa piccola azienda che battezza Adàlia, che sarebbe una coccinella, possano venir fuori ottimi vini, magari meno impegnativi e più giovanili.


(Il vigneto inerbito)

Oggi è in conversione al bio e al biodinamico, non usa quindi concimi minerali, né irrigazione, né pesticidi. E’ un’azienda al femminile perchè Marinella ha 3 figlie, Federica già l’aiuta validamente,  ed una nipotina, non ha più un enologo, bastano lei ed il cantiniere.
Vicino alla cantina un’azienda agrituristica Podere Castagnè con ospitalità e camere.


(Federica e Marinella Camerani) 

Delle 5 etichette di Adalia, che già confeziona 39.000 bottiglie, grazie alla produttività della pergola, assaggiamo la più prestigiosa: l’Amarone che si chiama Ruvaln, Torrente in cembro, 40% Corvina, 40% Corvinone, 20% Rondinella.


(Grappolo di Corvina)

La vendemmia inizia dalla metà di settembre in cassette monostrato da 5 kg che portate in fruttaio servono da graticci per l’appassimento che dura fino a gennaio. Fermentazione in acciaio a temperatura naturale e con lieviti spontanei, come in tutta la produzione Camerani, che può durare anche 7 settimane, svinatura ed inizia la malolattica che continua nelle botti di legno da 25 hl dove affina per 2 anni e mezzo. Chiarifica con poca bentonite, filtrazione grossolana e pochi solfiti fino ad arrivare al massimo a 75 mg/l.

Nel calice il colore è rosso rubino brillante. Al naso subito spiccano grande eleganza e perfetta franchezza, si evidenziano note di amarene e ciliege sotto spirito, confettura di prugne, cioccolato, tabacco, poche spezie e molta armonia. Al palato, da buon Amarone, è morbido, equibrato, con tannini vellutati ma presenti, una giusta acidità, un corpo profondo ed ampio, ben fragrante e lunghissimo. Se non fosse per i 15° di alcol non smetteresti di berne.

Da abbinare a piatti di carne, zuppe di legumi, verdure amarostiche, formaggi anche molto stagionati e siccome l’Amarone è definito come vino da meditazione gustatelo in salotto anche se non state meditando ma siete in allegria con amici. Sono 8.000 bottiglie che trovate allo scaffale a 30 euro. Equilibrato anche il prezzo.

No Comments

Post a Comment

Your email address will not be published.