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CHI È L’ENOLOGO

CHI È L’ENOLOGO

L’enologo (ed i professionisti che, sia pure con nomi diversi, ma equiparati dagli Stati membri alla figura e alla professionalità dell’enologo) è il professionista tecnicamente e scientificamente preparato che, dalla coltivazione della vite alla raccolta dell’uva, dalla vinificazione all’imbottigliamento, cura ogni operazione, sovraintendendo e determinando quanto serve a garantire, sia pure nei diversi livelli produttivi e nelle diverse fasce di consumo, la qualità del prodotto.

È stato durante il Congresso dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV) del 1994 che gli enologi sono stati indicati come “persone altamente qualificate che, in conformità alle proprie conoscenze scientifiche e tecniche, sono capaci di svolgere, nel rispetto delle buone e legali pratiche, funzioni di capitale importanza per il settore vitivinicolo”.

L’Enologo è quindi il professionista della produzione vitivinicola. La sua professionalità si sviluppa principalmente nella responsabilità e nella gestione di complessi enologici, con grandi ricadute quindi anche sulla salubrità e genuinità del vino e pertanto verso i consumatori. All’enologo in Europa ed in diversi Paesi extracomunitari è demandata la responsabilità di alcune specifiche pratiche enologiche. Notevole è quindi la sua responsabilità civile, penale e gestionale nel comparto vitivinicolo.

L’enologo è formato a livello universitario e da specifici Istituti superiori. L’enologo non va confuso con il Sommelier, ovvero con il professionista della ristorazione, la cui professionalità si sviluppa principalmente presentando, servendo ed abbinando i vini ai cibi. Determinante è quindi la sua funzione di contatto con il consumatore e di divulgazione del prodotto, ma decisamente limitato il suo ruolo nella gestione di strutture vitivinicole. Il Sommelier in diversi Paesi è formato da corsi organizzati dalle stesse Associazioni nazionali dei Sommelier. Come diventare Enologi Il titolo di enologo è riconosciuto per legge solo in alcuni Paesi: Italia, Francia, Spagna, Svizzera. È in fase di riconoscimento da parte dei rispettivi Governi in: Argentina, Brasile, Cile, Germania, Slovenia e Uruguay.

Negli altri Paesi del mondo aderenti all’Union Internationale des Œnologues, il tecnico vitivinicolo, pur non avendo un titolo riconosciuto per legge, ha una formazione specifica in viticoltura ed enologia attribuitagli da altrettanto specifici istituti riconosciuti dallo Stato secondo i criteri stabiliti dall’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (ente intergovernativo) e da quelli più restrittivi dell’Union Internationale des Œnologues, che ammette solo Associazioni nazionali che rappresentano tecnici con specifici requisiti o che garantiscono, attraverso adeguate ispezioni e successivi controlli, la reale conformità degli istituti di formazione, la rispondenza dei programmi di studio, il riconoscimento del valore professionale e quindi della relativa qualifica da parte del Governo del Paese stesso.

Attualmente in quasi tutti i Paesi l’enologo viene formato a livello universitario, attraverso un corso triennale o quinquennale, a seconda dell’ordinamento e dell’organizzazione scolastica del Paese stesso. Per quanto riguarda invece la formazione del tecnico vitivinicolo in Istituti superiori il piano di studi può essere sintetizzato in un corso quinquennale o sessennale, dopo la scuola dell’obbligo, in cui nei primi tre anni si studiano materie generali, mentre nei successivi tre solo materia riguardanti il settore vitivinicolo, tipo viticoltura, patologia della vite, legislazione vitivinicola, enologia, zimotecnica, meccanica enologica,m chimica enologia, analisi sensoriale, e via dicendo.

Per più specifiche e dettagliate informazioni su questo argomento, considerata anche la sua complessità, rimandiamo ai siti internet delle Associazioni nazionali o invitiamo gli interessati a prendere diretti contatti con le medesime.

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